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Vengo a galla dal sonno lentamente, è un sonno profondo e lunghissima è la risalita.
Piano piano riprendo possesso del mio corpo, arto dopo arto.
Muovo le dita piano: una a una la muovo con delicatezza, quasi per paura che si possano rompere.
Stendo le gambe fino al fondo del letto, dove il lenzuolo incontra il materasso, dove c’è un freddo piacere che mi fa correre un brivido lungo la schiena, fino alla base del collo.

Rimango fermo per un attimo, sono sul bordo del letto.
Inizio a sentire freddo.
Il cervello è ancora addormentato e fatico a capire dove sono.
Allungo una mano e mi aspetto di trovare il muro e invece si perde nel vuoto buio dei miei occhi chiusi.

Sorrido.
Sono davvero un cretino.
Dovevo essere davvero sul fondo di un sonno davvero profondo, non mi sono ricordato che sono da te.
Mi muovo piano piano, fino a incontrare la tua schiena calda.
Mi ci fermo contro con la mia.

Sto fermo.

Accordo il mio respiro con il tuo.
È una delle cose che più mi mette in pace con me stesso e con il mondo.
Muovo un poco la schiena, non troppo che ho paura di svegliarti, ma lo vorrei tanto.

Vorrei che tu mi abbracciassi.
Forte.
Restando ancora nel sonno, con gli occhi chiusi fortissimo.
Vorrei diventare piccolo piccolo per mettermi sul tuo cuore, rimanere fermo lì ad ascoltare il suo battito.
E perdermi nel tuo profumo della notte, così caldo e sensuale.
Mi addormenterei sereno, senza pensieri.

E così pensando scivolo e affondo piano in un sonno caldo.
Riesco a sentire il tuo corpo che si gira, spero di non averti svegliata, poi sento le mani che mi accarezzano la schiena e il petto.
Si fermano sul mio cuore e poi cercano le mie e le nostre dita si intrecciano.

Per un attimo mi fermo, non affondo più.

– hei – mi sussurri a un orecchio.
– hei – rispondo.
– hai freddo scheletrino mio.. –
– già.. un poco –
– vieni qui.. –

Mi faccio tirare a te, non peso nulla tra le tue braccia.
Mi sento bene stretto a te.

– così va meglio? –
– sì –

Credo che nessuno dei due abbia aperto gli occhi, ma è come se tu emanassi luce e vedo le tue mani che mi stringono attraverso le palpebre.
Sembra di essere trasparente.
Sento i tuoi occhi che mi guardano dentro, vedono il mio cuore che batte, il sangue che circola nelle vene e nelle arterie.
Vede il mio fiato che entra ed esce dai polmoni, vede le lacrime che ancora non sono uscite.
Vede lo spazio immenso che occupi dentro di me, proprio al centro del mio petto, che si irradia verso l’esterno, tra le costole, lungo le braccia magre fino alla punta delle dita.
Punta della dita con cui ti accarezzo e ti sfioro.

– hei – dico.
– dimmi –
– mi baci sulla nuca? – ti chiedo piegando la testa in avanti.
Sento le tue labbra sulla mia pelle e il calore si diffonde.

– dormi amore – dici.
– anche tu, dormi.. –

La stanza si riempie di silenzio e di farfalle che brillano come piccole stelle.
Ci addormentiamo al sicuro e al caldo.