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E’ qualche giorno che non stai bene.
No, non fisicamente.
Stai male dentro e non so cosa fare.
Ti sei chiusa in un silenzio che fa male.
Alle volte mi guardi con gli occhi cerchiati di rosso, quando pensi che non ti senta ti lasci andare a un pianto sommesso.
Alle volte sfuggi il mio tocco per poi acchiapparmi al volo e stringermi a te fortissimo, quasi da togliermi il fiato.
Così ti tengo stretta finchè i singhiozzi non si calmano e ti addormenti tra le mie braccia.
Allora ti guardo e il tuo viso si fa sereno, sorridi quasi nel sonno.
Hai un’espressione serena.
I tratti del volto si fanno distesi e non più contratti.
Ti accarezzo i capelli morbidi, ti passo le dita sugli occhi e sulle labbra.
Apri gli occhi.
Mi guardi con dolcezza.
– scusami amore… – mi dici accarezzandomi il viso.
– va tutto bene –
– ora un poco meglio –
Mi baci delicatamente le labbra.
– sai di cosa avrei voglia adesso? –
– di un buon caffè? – propongo sorridendo.
– sì, mi ci vuole proprio… ma non fatto da te –
– che impertinente! – esclamo tirandomi su.
Sorridi e mi segui in cucina.
– lo sai che sei il mio barista preferito… –
– davvero? –
– certo – mi abbracci forte da dietro mentre preparo la moka – grazie per questi giorni, per avermi nutrito ed esserti preso cura di me –
– era tutto nel contratto che mi hai fatto firmare all’inizio… – ti prendo in giro.
– che disgraziato! – ribatti dandomi una sberla sulla spalla.
– ma tanto mi ami lo stesso… –
– non ne sarei così sicuro, sai tonno? vediamo come viene questo caffè –
Ti siedi al tavolo della cucina e ti accendi una sigaretta.
Stai meglio. Sorridi e mi prendi in giro.
Ti guardo mentre il caffè sta venendo su.
– che c’è? – mi chiedi.
– niente, ti guardo –
– ho qualcosa che non va? –
– no –
– tra i denti? tra i capelli? il trucco sbavato? –
– na –
– allora?! –
– mi piaci, non posso guardarti? – spengo sotto la moka.
– certo che puoi, anzi devi guardarmi sempre –
– è quello che faccio –
Ti verso il caffè e ti porgo lo zucchero.
– uhm dal profumo sembrerebbe essere buono… –
– assaggia assaggia… –
Metti lo zucchero e poi giri con calma, per far raffreddare il caffè.
Lo sguardo si perde ancora una volta.
Ma è solo un’ombra.
– senti – dico all’improvviso sedendomi sul tavolo, accanto a te.
– dimmi –
– che ne dici di uscire? –
– adesso? –
– adesso, dopo il caffè –
– e dove vuoi portarmi? –
– sarà una sorpresa… –
– devo farmi una doccia, sono impresentabile… –
– sciocchezze, sei bellissima –
– no, dai –
– come no? dubiti del mio giudizio? –
– sì… uhmm – fai tu pensierosa – tra l’altro questo discorso lo abbiamo già fatto un’altra volta… –
– ok, però adesso andiamo, dai –
– nemmeno una doccia veloce? –
– no –
Ti prendo per mano.
– ok ok bevo il caffè e ci sono –
Ci vestiamo dopo qualche minuto e scendiamo le scale di casa.
Fuori è una bella giornata, andiamo a prendere la macchina e tu sorridi.
Più stai fuori e più sorridi.
– allora? – chiedi sedendoti accanto a me.
– cosa? –
– dove mi porti? –
– shh –

Guido piano, a te lascio la musica. Lo sai che non ci capisco molto e mi piace quando, ancora adesso, mi fai scoprire un sacco di canzoni nuove.
Faccio una strada differente, ma all’ultimo te ne accorgi.
Mi guardi e le lacrime si affacciano ai tuoi splendidi occhi, ma sono lacrime di gioia.
– grazie –
Ti sorrido.

Scendiamo dalla macchina e ci avviamo mano nella mano verso la passeggiata che ci ha visto la prima volta, impacciati.
Soprattutto io, che non riuscivo a decidermi a baciarti.
Il mare è mosso, ma il cielo è blu e le onde grosse sono dello stesso colore, e la spuma bianca si gonfia ed esplode nell’aria quando si infrange contro gli scogli.
Restiamo fermi lì, abbracciati, mentre il mare ci bagna il viso e ci godiamo il suo sapore salato che mi ricorda le tue lacrime.
E ridiamo assieme e piangiamo abbracciati lasciando che il mare porti via i nostri dubbi e le nostre paure.

– grazie amore mio, mille volte grazie – mi sussurri all’orecchio – ti amo, amore della mia vita –
– ti amo amore della mia vita –