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La domenica scorre veloce al lavoro, c’è parecchia gente per i regali dell’ultimo minuto, almeno non mi annoio.
Tornando a casa mi prendo i ripieni alla nostra rosticceria preferita.
Li scaldo nel forno mentre mi faccio una doccia bollente.
Ci sentiamo per la buonanotte.
– pronto? – dici rispondendo al telefono.
– pronto amore –
– ciao amore mio, come stai? –
– bene, quasi pronto per andare a dormire, tu? –
– metto a letto i nipotini e poi mi fumo un’ultima sigaretta sul balcone, si sta abbastanza bene stasera qua –
– qua siamo a meno 3 gradi e sta iniziando a nevicare –
– oddio… come vorrei essere lì con te –
– davvero? –
– sì, mi manchi come l’aria –
– anche tu… – rispondo.
Dall’altra parte arriva un sospiro che conosco benissimo, ti stai mordendo il labbro inferiore e a me piace da impazzire quando lo fai.
– cosa ti manca di più? –
– di te? –
– sì – rispondi con un sussurro.
Immagino le tue labbra rosse di rossetto aprirsi delicatamente per pronunciare quel “sì”.
Deglutisco un attimo.
Sento caldo e do la colpa alla birra un po’ più forte del solito.
– ci sei ancora? – domandi e ti immagino sorridere con gli occhi che brillano, mi piace quando mi guardi così e io mi sento davvero messo a nudo.
E’ difficile nasconderti le emozioni.
Le mie, con te, si vedono lontano un miglio.
Mi lecco le labbra, sono secche.
Mi verso un bicchiere d’acqua e mi siedo sul divano.
– eccomi –
– pensavo fossi svenuto… –
– addirittura? –
– bè sei tu che mi hai detto che ti basta la mia voce per farti girare la testa… –
– in effetti –
E poi fai quel rumore con le labbra.
E tutto si accende ed è come se fossi qui accanto a me.
– vuoi sapere cosa mi manca di più? –
– certo amore, non aspetto altro, mi metto comoda sulla poltrona e ti ascolto – rispondi – mi piace la tua voce, è dannatamente sexy –
Ti vedo mentre mandi la testa all’indietro, sento che accendi una sigaretta e aspiri il fumo della prima boccata.
– mi manca averti accanto a letto –
– uhm interessante… –
– mi fai dire o parli tu? – faccio finta di arrabbiarmi.
– certo messere… attendo silenziosa – mi prendi in giro.
– mi manca quando andiamo a letto la sera d’inverno, con la stanza bella calda e le luci soffuse e la neve che cade piano fuori. Mi piace quando ti spogli per infilarti sotto il piumone dove ci sono già io ad aspettarti.
Hai sempre un brivido quando la tua pelle calda incontra le lenzuola fresche di bucato e freddine. Mi guardi con i tuoi occhi profondi e mi chiedi se ho freddo visto che sono in pigiama.
In effetti mi sta venendo caldo rispondo guardando la tua canottiera dalla scollatura generosa riempita dal tuo seno meraviglioso.
I miei occhi sono più in su, dici sorridendo.
Davvero? non ci avevo fatto caso, rispondo accarezzandoti un braccio.
Ci infiliamo sotto il piumone e tu abbassi le luci e tutto diventa magico, perchè sembra di stare in una casa di montagna avvolta dalla neve e dal calore del fuoco.
Allora hai freddo? rinnovi la domanda avvicinando il viso al mio.
Mi lecco le labbra, cerco di baciarti ma tu ti allontani.
Mi sfuggi rimanendo però sempre a portata di bacio.
Quindi? chiedi ancora.
No, mi sta passando, rispondo togliendomi la maglia.
Uhm, così va decisamente meglio –
– si fa interessante – dici sottovoce.
– ti tiro a me e non opponi resistenza mentre ti tolgo la canottiera, mi manca la pelle del tuo seno sotto le mie mani, sentire i brividi che scendono lungo le tue braccia mentre ti accarezzo e ti bacio.
Mi manca sentire il profumo della tua pelle nuda, del tuo collo e dell’attaccatura dei capelli proprio dietro l’orecchio sinistro. Mi manca baciarti il collo e morderti piano piano e poi forte scendendo lungo la spalla e poi arrivando sotto il seno e morderti ancora e leccarti la pelle profumata e liscia come seta.
Mi manca sentire i seni nelle mie mani e poi tu che alzi le braccia e io che posso accarezzarti fino a tenerti i polsi mentre cerco avidamente la tua bocca.
Che tu non mi neghi più.
E mi baci con i baci della tua bocca. Il tuo profumo è inebriante, il gusto della tua saliva lo è.
Sento la testa che gira mentre le tue mani mi accarezzano i capelli e la schiena, mi tieni stretto a te.
Posso sentire i tuoi capezzoli inturgidirsi contro il mio petto, le tue gambe aprirsi per farmi stare più vicino a te –
– oh mio dio –
– mi manca sentire il tuo corpo sotto il mio, che mi accoglie, che mi stringe mentre ci baciamo con passione.
Mi manca sentire le tue unghie sulla mia schiena che mi strappano sospiri e brividi e poi le tue mani che mi sfilano il pigiama.
Mi manca sentire la tua pelle nuda a contatto con la mia.
Mi manca sentire il tuo calore, la tua passione.
Mi manca spogliarti e guardarti un attimo, nuda sotto di me.
Che c’è? mi domandi abbassando lo sguardo e mordendoti il labbro inferiore.
Sei bellissima amore mio.
Davvero?
Sì.
Mi manca sentirmi desiderato, mi manca sentirmi amato.
Mi manca quando mi dici che vuoi fare l’amore con me, quando mi accarezzi con delicatezza –
– tu non sai quanto vorrei essere lì con te, adesso –
– lo so sì, amore mio –
– e cosa ti manca ancora? –
– mi manca il tuo profumo, mi manca scendere dal tuo collo seguendo le curve del tuo seno e dei tuoi fianchi, accarezzarti le gambe e poi baciarti ogni centimetro di pelle bollente. Mi manca quando scendo dal tuo ombelico e tu mi tieni la testa stretta a te e inarchi la schiena quando ti bacio, ti lecco e mi abbevero a te.
Ti voglio, mi sussurri più volte accarezzandomi la testa con le dita tra i capelli, poi quel sussurro diventa sempre più forte come un bisogno impellente e non possiamo più farne a meno.
Mentre salgo verso le tue rosse labbra tu mi guidi dentro di te.
C’è un attimo.
Un attimo ben preciso di silenzio.
In cui tutto si ferma, anche il mondo.
Tutto l’universo si prende un breve attimo di pausa.
Io con la mano dietro la tua nuca che stringo i tuoi capelli, tu con entrambe le mani dietro la mia testa che ci guardiamo mentre sono dentro di te.
Ecco quell’attimo è una delle cose che mi manca di più –
– sai che quando torno non usciremo di casa per tre giorni, vero? –
– non vedo l’ora… –
– e poi? –
– e poi tutto riprende a muoversi, torniamo a respirare e a baciarci mentre facciamo l’amore e tu mi tieni stretto a te.
Mi manca quando mi mordi le spalle, prima una e poi l’altra e mi lasci i segni con i denti e con le labbra turgide e poi mi graffi la schiena e io ti stringo i capelli e il seno destro.
Mi manca la tua bocca aperta che cerca il mio fiato e io che cerco il tuo.
Mi manca la tua saliva, la tua lingua e le tue labbra, mi mancano i tuoi denti che si scontrano con i miei.
Mi mancano i tuoi fianchi su cui le mie mani indugiano prima di scendere lungo le tue gambe o risalire dalla vita fino al seno –
– mi mancano le tue mani, mamma mia quanto mi mancano –
– mi manca sentirti dire che mi ami da impazzire, che mi vuoi ancora e ancora.
Mi manca sentire i tuoi sospiri diventare gemiti e poi sempre più forti urla da riempire tutta la stanza finchè non sorridi e quasi ti imbarazzi.
Mi manca vederti all’apice del piacere e mi manca quando mi dici: voglio sentire te.
Il piacere che provo quando facciamo l’amore non ha pari, amore mio –
– amore mio… mi sta venendo caldo… –
– e mi manca quando dopo aver fatto l’amore mi chiedi di sdraiarmi accanto a te, ci guardiamo negli occhi per non so quanto tempo e ridiamo e scherziamo su cosa possano pensare i vicini di noi –
– che siamo entrambi decisamente molto fortunati – mi interrompi tu ridendo.
– decisamente fortunati, e non solo per quello – ribatto.
– già –
– ecco quello che mi manca –
– ora manca anche a me… –
– perchè, non ti mancava già prima? –
– certo, ma sentire la tua voce che me lo racconta, bè cavolo è da star male nel senso buono del termine –
– grazie amore –
– meno male che tra due giorni sono da te –
– non vedo l’ora amore –
– sai che lo faremo più e più e più volte, vero? –
– non vedo l’ora – rispondo ridendo.
– ridi ridi – ti sento ridere – sai che mi sono dimenticata di avere acceso la sigaretta e a momenti mi bruciavo? –
– brava tonna –
– hei quello è il mio marchio di fabbrica –
– giusto, il tonno sono io –
– sì, ma un tonno super sexy –
– molto sexy – rispondo.
– mi sa che vado a dare la buonanotte ai nipotini sennò mi verranno a cercare –
– brava, fai la zia modello, ci sentiamo domani mattina –
– buonanotte scheletrino –
– buonanotte patata –