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Non si può dire che io sia goloso, o meglio lo sono, ma di certo non sono uno che mangia molto.
Anzi ultimamente mangio poco, il giusto, anche se molte persone a me vicine si preoccupano per la mia salute.

Ma a tutto questo dedicherò un post, prima o poi.

Fatto sta che un pomeriggio mi dici.
– ti fa se faccio la carbonara a cena? – la tua sicurezza in cucina l’avevo già colta nei primi giorni della nostra relazione, riuscivi a preparare ottimi piatti con poco o niente.
Ma questa volta la tua risolutezza andava oltre.
– certo – risposi subito.
– molto bene – e sfoderasti uno dei tuoi sorrisi migliori seguito dal morso del labbro inferiore, che mi fece girare la testa.

Uscimmo a fare la spesa sotto casa, c’era una macelleria in stile retrò dove comprasti un guanciale che si scioglieva in bocca.

Il macellaio aveva un debole per te e chi regalava sempre degli ottimi bocconcini.

Poi le uova, rigorosamente fresche e da galline allevate a terra, ruspanti. Il pepe da macinare lo avevamo già così come il grana stagionato 30 mesi e un ottimo pecorino romano.
Mancava solo la pasta: mezze maniche rigate di grano duro italiano.

Prendemmo anche del buon vino rosso, siciliano.

In casa poi, mentre tu preparavi il tutto, io misi su un tagliere del grana a pezzi, un po’ di prosciutto crudo a pezzi e una coppetta di aceto balsamico dove intingere il formaggio.
E un calice di vino.

– bravo amore mio – mi dicesti dandomi un bacio.
– grazie – ti imboccai con sensualità e tu mi seguisti mordendomi le dita, fermai l’aceto che colava sul tuo mento con il pollice e lo succhiai.
– se continui così non ceniamo amore… –
– ti preparo per il dopo cena – ti provocai cingendoti i fianchi.
– mi pare un’ottima idea –

Poi mi allontanasti con entrambe le mani.
– ora si cucina –
– agli ordini capo –

Dopo aver acceso la padella metti a cuocere il guanciale facendolo sfrigolare, sì sprigiona un profumo di pepe e carne che ti fa stare meglio.
Nel frattempo l’acqua inizia a bollire piano piano, prepari quindi le uova in una ciotola a cui aggiungi il pepe macinato fresco e poi il grana e il pecorino, fino a ottenere una crema densa.

Io osservo tutto con piacere estremo, pregustandomi i sapori che a breve proverò.

Quando il guanciale si è ritirato e fatto croccante ne filtri l’olio che mi chiedi di far raffreddare.
Mi ci metto di impegno facendo roteare l’olio profumato e bollente mentre ci soffio sopra

Assaggi tutto, controlli il sale più volte durante la ricetta.
Cali la pasta e poi bevi un sorso di vino.
– si fa sentire questo vino… –
– nero d’Avola –
– ci sta con la carbonara… forse un po’ pesante per la sera… –
– poi smaltiamo –
– che sfacciataggine –

Ridiamo assieme poi controlli che l’olio sia freddo e lo aggiungi alla crema di uovo, formaggio e pepe.
Il profumo che ne viene fuori è unico.
Controllo della cottura della pasta: rigorosamente al dente.
Scoli la pasta in padella assieme al guanciale e la fai saltare perché si insaporisca, poi a fuoco spento aggiungi la crema ed è tutto perfetto.

Andiamo a tavola e ti seguo come un cagnolino.
Tu servi la pasta nei piatti e poi ci sediamo.
Mi guardi mentre ne prendo una forchettata.
La metto in bocca ed esplodono i sapori; si sentono tutti, separati e allo stesso tempo legati.
La croccantezza del guanciale che fa da contrasto alla cremosità dell’uovo, perfetto, e poi la pasta cotta alla perfezione.

– mio dio quanto è buona – ti dico leccando la forchetta.
– mi fa piacere amore, me ne ero già accorta quando ti ho visto mangiare con gli occhi chiusi, lo fai sempre quando qualcosa ti piace particolarmente –
– è tutto perfetto, dal singolo ingrediente all’insieme dei sapori –
La assaggi anche tu.
– in effetti in ogni boccone si sente il tutto… sono stata brava? – mi chiedi sorridendo.
– assolutamente –
– merito un bacino? –
– molto di più… –
– ah sì? –
– vedrai… –
– non vedo l’ora… –