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E’ primavera inoltrata, le serate si stanno allungando ma fa ancora freschetto.
Abbiamo appena finito di guardare una puntata di una serie tv interessante, io mi metto a lavare i piatti mentre tu leggi qualcosa su internet.
– mi piace quando fai i piatti – dici all’improvviso.
– sono sexy? –
– molto – rispondi mordendoti le labbra con fare sensuale.
Sciacquo le ultime posate e poi ti raggiungo a leggere con te.
– qualcosa di interessante? –
– le ultime politiche sul lavoro… –
– la solita schifezza, vero? –
– già –

Restiamo un po’ a leggere e poi ce ne andiamo a letto.
Quando spegni la luce la luna illumina la stanza, completamente.
– wow che meraviglia – dici tu.
– davvero –
– ce ne andiamo a fare un giro? –
Non ti rispondo nemmeno, mi alzo e mi spoglio.
– ok – dici tu seguendo il mio esempio – sai che è rischioso rimanere nudi uno davanti all’altro, vero? –
– vero, ma adesso usciamo, ci facciamo una passeggiata romantica e poi torniamo a casa e facciamo l’amore… –
– mmm mi pare un’ottima idea amore mio –

Ci vestiamo un po’ pesanti e poi usciamo.
L’aria è decisamente fredda.
– come si sta bene – dici tu avvolta dalla tua bellissima sciarpa.
– fa piacere questo freddo, mette voglia di passeggiare –
– già –

Mi prendi a braccetto, ti stringi forte a me e iniziamo a camminare.
Non c’è nessuno per i vicoli, siamo durante la settimana e parte qualche ristorantino ancora aperto non ci sono bar aperti.
E’ piacevole sentire il vociare che viene dai locali, ogni tanto appoggi la testa alla mia spalla e io ti tengo stretta con il braccio a me.
Mi piace il contatto fisico con te.
E’ una cosa che abbiamo sempre avuto fin dal primo giorno, fin dai primi appuntamenti o dai primi caffè quando ancora non sapevo cosa fare e cosa dire.
Il toccarsi, il sentirsi era fondamentale.
Lo è ancora adesso.

Esserci è la cosa fondamentale.
Esserci l’uno per l’altro.
Per questo di notte dormiamo schiena a schiena coi piedi incrociati.
Per questo sul divano anche se stiamo distanti una parte dei nostri corpi deve toccarsi.
Sempre.

Anche d’estate, che fa caldo, ci teniamo per un mignolo. Come per evitare di perderci.
Adesso siamo vicini. Stretti per tenerci caldi. Per dimostrarci che ci siamo, sempre.
Ci fermiamo a guardare le vetrine, vestiti che non indosseremo mai.
Poi arriviamo al Porto Antico.
Ci fermiamo a guardare la gente che esce da un locale, sono ragazzi giovani, forse universitari, parlano ad alta voce e fanno un gran vociare mentre scherzano tra di loro.
Una coppia non più giovanissima siede fuori sfidando la temperatura non ancora primaverile.
Ci soffermiamo a guardarli, da lontano.
E giochiamo a immaginare le loro vite, che cosa fanno, da dove vengono e se stanno assieme.
Diamo libero sfogo alla nostra fantasia e ci accordiamo sempre, ed è davvero divertente farlo.
Creiamo sempre storie nuove.
Come quando andiamo in qualche residenza nobiliare dei secoli passati, ci piace immaginarci lì anche noi a quei tempi.
E ci corteggiamo a vicenda, immaginiamo di esserci conosciuti lì e di innamorarci a prima vista.
Con tutte le difficoltà dell’epoca.
E quanto è divertente passeggiare per i viali, persi in un altro tempo, in un’altra epoca.

Alla fine decidiamo che lui è un famoso direttore d’orchestra ormai in pensione, anche se ogni tanto partecipa a qualche festival estivo, lei invece è una ex ballerina di fila, non una stella, ma comunque brava.
Si sono conosciuti quando lei aveva 19 anni e lui 38, fu amore a prima vista e quella stessa sera fecero per la prima volta l’amore con ancora le note del balletto “il lago dei cigni” a cui avevano partecipato e si giurarono amore eterno.
C’era la luna allora come adesso.

Ci soffermiamo a guardarla sul mare nero del Porto.
Luccica e brilla come un diamante.
Camminiamo ancora e torniamo indietro, verso casa.
E’ un po’ che stiamo in silenzio, siamo sulle antiche mura cittadine, ormai non ci passa quasi più nessuno e adesso ci siamo solo noi e qualche gatto che cerca da mangiare.
La luna è alta nel cielo terso.
E’ talmente luminosa che si fatica a vedere le stelle che le stanno attorno.
Ci baciamo, piano, delicatamente le nostre labbra si toccano e accade la magia, i nostri cuori iniziano a battere più forte e si accordano, come due strumenti di un’orchestra.
Ti accarezzo il viso.
– hei – dici tu.
– hei – dico io.
– andiamo a casa? –
– hai freddo amore? –
– no, mi è venuta voglia di spogliarmi nuda e fare l’amore con te per tutta questa notte meravigliosa –
– oh –

Mi baci e sorridi, felice.