Oggi è una giornata no.
Di quelle grigie, che ti si appiccicano addosso e non fanno respirare.
L’aria sembra acqua.
I muri di casa diventano sempre più vicini e mi faccio piccola piccola sul divano.
Non ho voglia di accendere le luci, non ho nemmeno aperto le persiane stamattina, il cellulare è sul tavolino. Ogni tanto si illumina.

Mi hai scritto stamattina appena sveglio.
– buongiorno amore – mi hai scritto.
Ti ho risposto dopo mezz’ora.
– buongiorno –
Ho finto di essere impegnata, di avere un sacco di cose da fare e non poter leggere i tuoi messaggi.
Mi hai scritto che non c’era problema. Che potevo scriverti quando finivo.
Sono le cinque e mezza del pomeriggio.
Ti ho scritto pochi minuti fa.
Mi hai risposto.
– ti va di uscire? si sta bene –
E’ fine settembre, le giornate si stanno accorciando.
Io odio settembre.
Davvero.

Credo di aver pianto.
Di averlo fatto tutto il pomeriggio.
Non ricordo nemmeno di aver mangiato.
Mi alzo, a fatica.
In cucina, nel lavello, c’è un piatto con del sugo.
Ho mangiato della pasta.

Vado in bagno, mi guardo allo specchio: mi sento uno straccio, grigia, con gli occhi spenti e il sorriso tirato.
Mi passo una mano sulla fronte, aggiusto i capelli.
Non mi piacciono.
Non mi piaccio.

Torno in sala, prendo il cellulare in mano.
C’è un tuo messaggio.
Una tua foto mentre ti stai preparando.
Sei appena uscito dalla doccia, i capelli lunghi ti arrivano sul collo, mi piace giocarci, passarci le dita mentre ti bacio.
Passo le dita sullo schermo del cellulare, vorrei passare le mie mani sul tuo viso.
Dio quanto mi manca.
E non ci vediamo da due giorni.
Sei la mia aria. Sei il mio cielo. Manchi qua nel mezzo del petto, c’è come un vuoto che è anche un peso.

Mi mordo un labbro.
– hei amore mio – ti scrivo, ho quasi le lacrime agli occhi.
– amore – rispondi subito.
– mi vieni a prendere? – respiro.
– certo, tempo di asciugarmi e sono da te –

Chiudo gli occhi. Sento le lacrime arrivare alla luce.
– fai in fretta – scrivo.
– certo –

Prendo un respiro lunghissimo.
Mi calmo.
Faccio ordine nella testa.
Tra un po’ sarai tra le mie braccia.
Sarò tra le tue braccia.

Mi butto sotto la doccia, è bollente, sento le energie negative scivolare via con l’acqua, scorrere sul mio corpo nudo, mentre frego il sapone sulla mia pelle delicata e bianca.
La pelle che tra poco bacerai.
La pelle che sai scaldare così bene.
La pelle che anela il contatto con la tua.

Lavo i capelli.
Ho tutto il tempo del mondo.
Faccio le cose con calma mentre tu ti starai affrettando ad arrivare.
Mi passo la crema idratante sulla pelle umida, mi piace quando lo faccio, mi piace prendermi cura di me. E’ anche prendersi cura di te.
E’ un gesto d’amore per entrambi, prima per me e poi per te.
Avvolta negli asciugamani mi metto davanti allo specchio.
Sorrido.

Così appare la tua fossetta.
Quella che nessuno ha mai visto.
Tu sei stato il primo.
Tu sei stato il solo.
Tu sei l’unico.

Libero i capelli neri e inizio a pettinarli con la spazzola. I nodi si sciolgono uno a uno.
Il cellulare mi avvisa che sei partito.
Ho venti minuti per essere pronta.
Ma poi mi dico che no, voglio che mi guardi mentre mi trucco, mentre sto nuda davanti allo specchio a guardarmi.
Voglio sentire le tue mani sulla mia pelle, le tue labbra sulla mia pelle, voglio sentire i brividi percorrermi la schiena e le braccia.
Voglio sentire te su di me.

Pettino i capelli finchè non sono lucidi e lisci.
Suoni al citofono che sto iniziando ad asciugarli.
Ti apro.
Ti aspetto avvolta da un asciugamano corto in cima alle scale.
Ti fermi.
I tuoi occhi si illuminano.
– amore mio – dici.
– dimmi –
– quanto sei bella –
Fai gli ultimi scalini a due a due.
Mi prendi tra le braccia, mi lascio andare sentendo il tuo profumo che mi avvolge.
Mi stringi e mi stringo a te.

Vorrei piangere, ma sono felice.
Davvero.

– grazie – riesco a dire abbassando lo sguardo.
– faccio veloce – dico subito dopo tornando davanti allo specchio.
– vai tranquilla – dici tu chiudendo la porta – mi piace mentre ti prepari –
– ah sì? –
– moltissimo –

Faccio cadere a terra l’asciugamano.
La tua espressione è impagabile.
– wow – dici e io mi sciolgo.
Mentre mi asciugo i capelli tu mi accarezzi le spalle, le braccia, le tue mani mi tengono il seno e sento le tue labbra sul mio collo, cerchi le mie vene dove pulsa il sangue.
Chino la testa in avanti, scosto i capelli e ti lascio libera la nuca.
La baci e la mordi.
Sono tua, penso.
Mi passi la mano sui fianchi e sulla pancia, ti fermi all’inizio del pube.
– dopo? – mi chiedi con un sussurro all’orecchio sinistro.
Un brivido percorre la schiena in un lampo, arriva fino ai piedi e torna indietro fino al cervello. Proprio dietro.
E sono lampi di un piacere che arriverà più tardi.
– oh sì amore mio… dopo sono tua – dico a mezza voce.
Mi giri e mi baci, mi togli il fiato e mi sembra di volare, sento le tue mani che mi tengono stretta, non mi lasci andare. Mi fai sentire desiderata. Mi fai sentire amata in un modo incredibile.
Rispondo ai tuoi baci strappandoti brividi e sospiri.
Quanto amo la nostra chimica.

– ora devo finire di prepararmi –
– sì capo… – mi prendi in giro tu.

Mi infilo l’intimo che ti piace tanto.
Poi la gonna nera, una maglietta e sopra un cardigan verde morbidissimo.
Metto le scarpe da ginnastica.
Mi trucco mentre tu mi guardi da vicino.
Hai sempre amato questa parte di me.
Ti piace osservarmi, curioso e innamorato.
Mi fai quasi arrossire.
– come sto? – domanda banale, superflua, retorica.
– stai benissimo, sei bellissima –

Sorrido.
Mi mordo il labbro.
Ti metto le mani attorno al collo e ti bacio leggera le labbra.
– grazie amore mio –
– di cosa? –
– prenditi un grazie ogni tanto –
– ok –
Sorridi.

Usciamo.
– dove mi porti? –
– è una sorpresa –
Mentre siamo in macchina ascoltiamo la musica e parliamo di politica, di libri e di film.
Non mi chiedi nulla di oggi.
Del mio silenzio.
Mi piace quanto tu sia riservato nei miei confronti.
Quanto tu sia cortese.
Ancora ti riprendo quando mi chiedi se puoi fare qualcosa in casa.
Certo che puoi! rispondo sempre, non mi arrabbio mai, ti amo.

Guardo il mare mentre guidi serio.
Ogni tanto la tua mano si appoggia alla mia gamba sinistra, mi piace sentire il tuo tocco delicato, le tue dita che giocano muovendosi in tondo sulla mia carne.
– hei – dico quando riconosco il posto.
– va bene? –
– oh sì, oggi ci voleva proprio… – ho quasi le lacrime agli occhi – grazie –

Non dici nulla, mi guardi e sorridi.
Parcheggiamo e quando scendiamo mi prendi la mano, mi sembra di volare.
Saliamo lungo la passeggiata che costeggia la scogliera.
Andiamo piano, il sole sta scendendo verso i monti, sul mare.
Il cielo è terso.
E’ tutto viola e rosso. E giallo.
E’ tutto per noi.
Non c’è nessuno e quando ci fermiamo in una curva io ti guardo appoggiandomi alla ringhiera, do le spalle al mare.
– ti amo – ti dico, così, all’improvviso. Ad alta voce.
– quanto? –
Non mi giro nemmeno.
Indico un punto lontano all’orizzonte.
– fino a lì – rispondo.
– e oltre? –
– e oltre –

I tuoi occhi diventano lucidi.
I miei lo sono già.
Mi abbracci forte.
Mi stringi come a farmi sentire quanto sei presente nella mia vita.
Sento le tue ossa sotto le mie mani, sopra il mio seno, sul mio viso che affonda tra il mento e la spalla.
Mi fai sentire bene.
Voglio urlarlo al mondo quanto ti amo.
Quanto mi fai stare bene.

– ti amo ti amo ti amo – dico sempre a voce più alta stringendomi a te.
Tu sospiri.
Io sospiro.
Stiamo zitti.
Battono i nostri cuori mentre il sole cala.
– ti amo – dici tu togliendomi il fiato con un abbraccio.
– ti amo – dico io baciandoti il collo, dove c’è il profumo delle prime volte in cui facevamo l’amore a casa tua.

Ci stacchiamo un attimo.
I nostri occhi rifletto l’altro.
Mi accarezzi il viso.
– sei bellissima –
– tu sei bellissimo –

Ci baciamo.
E sto bene.
Davvero.