Stamattina mi sono alzato con un ricordo in testa, mi giravo tra le coperte e mi sei venuta in mente quando partivi spesso per lavoro.
Ti assentavi qualche giorno e mi chiedevi di andare a controllare che fosse tutto a posto a casa tua.
E proprio stamattina mi è venuto alla mente la prima volta che sono entrato da te senza di te.
Mi avevi lasciato le tue chiavi di casa.
Me le avevi affidate come un oggetto prezioso.
E come un oggetto prezioso le avevo trattate.

Dopo aver chiuso la libreria mi recai a casa tua a piedi, non era molto lontana.
Aprii il portone.
Salii i 3 piani a piedi.
Mi fermai un attimo prima di aprire la porta di casa.
Mi faceva uno strano effetto essere lì davanti senza di te che mi aspettavi sulla soglia, bellissima e spettinata al mattino, prima di andare in libreria.
Oppure quando me ne andavo e ci baciavamo ancora una, due, dieci volte sul primo scalino prima di andare via, prima di lasciarti alla tua giornata piena di impegni, e così mi rimaneva la tua immagine in testa per tutto il giorno, con il tuo profumo appiccicato alla barba.

Aprii la porta piano.
C’era silenzio.
Era tutto buio.
C’era il tuo profumo, c’era il profumo degli incensi che accendevi alla sera quando facevamo l’amore sul tuo letto sfatto.

Accesi la luce dell’ingresso e chiusi la porta con un clic.
Mi appoggiai alla porta e respirai.
Ci provai almeno, il fiato era corto. Mancavi.
Come l’aria.

Chiusi gli occhi e sperai di trovarti appoggiata allo stipite della porta della sala, con un maglione lungo a coprire le gambe nude.
E invece c’era solo il rettangolo buio.
Le luci della strada facevano strani giochi sul soffitto.

Entrai.

Accesi tutte le luci.
Me ne pentii subito pensando alla bolletta.
Entrai in sala, controllai la porta finestra che dava sul balcone, era chiusa.
Rimasi a guardare il divano vuoto.
Quante sere passate a vedere serie TV o film o anche solo a parlare e poi baciarci e fare l’amore prima di andare a letto e dormire.

Entrai in camera.
Il tuo profumo era così forte e intenso che per un attimo mi girò la testa.
Presi il tuo cuscino e lo strinsi forte a me, come un bambino.
Sorrisi e pensai a quanto potessi sembrare stupido.

Poi, rimettendolo a posto, notai un foglio piegato sopra una tua maglietta.

‘amore mio. so che prenderai il mio cuscino per sentire il mio profumo, forse ti sdraierai un poco qua accanto, come se ci fossi anch’io.
ti ho lasciato la mia maglietta, che ho usato per un po’ di notti. prendila per favore, portala a casa con te, tienila vicina la notte perché così tu abbia un pezzo di me con te. so che non è la stessa cosa, ma sapere che hai qualcosa di mio con te mi fa stare meglio. mi fa sentire meno la distanza. rimani quanto vuoi. se decidi di dormire qui puoi farlo, lo sai. fai come se ci fossi anch’io. addormentati girato verso di me, stringi il mio cuscino come stringi me dopo aver fatto l’amore, respira il mio profumo e lasciami il tuo, cosicché io lo possa sentire quando tornerò a casa. cucina qualche cosa di buono, come se lo preparassi per me, usa tutti gli oggetti che userei io. fai le cose come se fossi lì con te. tornerò presto te lo prometto, ti farò mangiare benissimo, ti abbraccerò fortissimo e poi ti chiederò di fare l’amore tutta la notte con la finestra aperta e magari con la pioggia che ci colpisce i corpi nudi. ti amo, a presto’

Mi scese una lacrima di malinconia, mi strinsi al tuo cuscino.
Non so per quanto tempo rimasi lì.
Ti scrissi un messaggio.
– hei amore, non volevo farti piangere, almeno non senza di me… –
– è tutto a posto, solo un po’ di malinconia, ora preparo qualcosa di buono e poi mi fermo qua.. –
– sì, ti prego, dormi lì, lasciami il tuo profumo… –
– certo amore mio –

Mi preparai un buon risotto alla salsiccia e formaggio di montagna.
Un bicchiere di vino rosso e poi mi feci una doccia bollente prima di andare a dormire.
Usare il tuo sapone fu un’altra botta al cuore, persi un battito o due.
Ti mandai una foto di me a letto, accanto al tuo posto.
– tu sei qui con me, chiudo gli occhi e ti sento davvero vicina –
– amore mio, vorrei essere lì con te, ti abbraccerei forte e ti riempirei di baci –
– buonanotte amore mio –
– buonanotte, a domani –

Mi addormentai guardando la luna sorgere tra le case, illuminava i tetti della città vecchia ed entrava in casa coi suoi raggi bianchi.
Illuminava il tuo posto, ti immaginai avvolta dalla sua luce.
Il tuo corpo nudo era ancora più bello, le tue vene ancora più in evidenza.
Immaginai di seguirle con un dito, facendoti venire i brividi.
Immaginai di baciare ogni centimetro di pelle, cercando il tuo profumo.
Ti sognai.
Facevamo l’amore in riva al mare, su una spiaggia di sassi piccoli e neri, lucidi come l’ossidiana.
La luna illuminava tutto.

Era un sogno bellissimo.