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Eravamo da poco arrivati in montagna, era dicembre e c’era moltissima neve, faceva freddo ma eravamo coperti e preparati.
– che meraviglia il paese con tutta questa neve – eri entusiasta, come una bimba davanti ai regali di Natale.
– davvero, sembra un villaggio natalizio –

Mi abbracciasti ed eri contenta.
Entrammo in casa e mentre tu sistemavi la legna nel caminetto io mettevo a posto le cose nel frigo.
– che te ne pare? – chiedesti orgogliosa della preparazione della legna.
– perfetto, a te l’onore di accendere il fuoco –
In pochi minuti il fuoco divampava nel caminetto, ci potemmo così togliere le giacche e ci sedemmo sul divano davanti alle fiamme rosse e gialle.

– che meraviglia – dicesti – starei a guardarlo per ore senza mai stancarmi –
– è una delle cose più affascinanti –
Appoggiasti la testa alla mia spalla e ti diedi in bacio sulla fronte.
– hei, sei un po’ calda –
– dici? in effetti sento un po’ di stanchezza e mi sta venendo mal di testa –
– sarà stato lo sbalzo di temperatura? –
– non lo so, spero non mi venga la febbre troppo alta –
– ti va di mangiare qualcosa, almeno prendi un’aspirina prima di andare a dormire – dissi preoccupato.
– certo amore, ti dico la verità: me ne andrei già a letto adesso – ridesti baciandomi le labbra, avevi il fiato caldo e le labbra bollenti.

Mangiammo qualcosa e poi ci preparammo per la notte, attaccai il termosifoni a gas e spensi con cura il camino.
Mi aspettavi a letto, sotto il piumone e le coperte di lana.
– vieni a scaldarmi? – avevi la voce che tremava, mi infilai sotto le coltri e ti abbracciai.
– tienimi stretta amore mio –
Avevi una voce sottile e gli occhi stanchi e piccoli, allargai le braccia e tu ti scavasti un luogo sicuro nel mezzo del mio petto.
– ecco, così sto bene – dicesti chiudendo gli occhi.
– stai tranquilla amore mio, ci penso io a te –
Sollevasti il viso per il bacio della buonanotte e poi scivolasti nel sonno con un fiato.

Rimasi a guardarti finché, dopo pochi minuti, il tuo respiro si fece calmo e profondo.
Scottavi.

Speravo che l’aspirina facesse effetto durante la notte e mi misi ad accarezzarti i capelli lunghi e morbidi.
Ero seduto al centro del letto e il tuo corpo era tra me e il letto.
Eravamo diventati un’unica creatura fantastica, in parte umana e in parte letto.

Mi addormentai un poco.
Mi svegliai di soprassalto, tu dormivi beata, passai una mano dietro il collo: eri sudata.
Ti coprii un poco per prevenire i brividi che non si fecero attendere troppo.

Si alternavano le fasi di caldo e freddo.
Io rimanevo sveglio e continuavo a prendermi cura di te.
Avevo un fazzoletto di stoffa che bagnavo nel bicchiere sul comodino e ti passavo sulla fronte quando sentivo che scottavi per la febbre.
Poi venivano i brividi e ti stringevo ancora di più.
Mi chiamasti nel sonno più volte e sorridevo cercando di non svegliarti, eri davvero molto tenera.

Verso le 4 la febbre non si ripresentò più, aspettai ad addormentarmi ancora un’oretta.
Poi alle 5 crollai e mi svegliai per il sole alle 8 e 15.
Tu dormivi ancora, il tuo viso era più sereno e la fronte non scottava più.

Dopo pochi minuti ti svegliasti, piano.
Aprendo gli occhi incontrasti il mio sguardo.
– buongiorno amore, come stai? –
– buongiorno amore mio, a parte che mi sembra mi sia passato addosso uno schiacciasassi, direi bene –
– hai avuto la febbre molto alta stanotte, ma alle 4 non scottavi più –
– ti sei svegliato per controllarmi la febbre? –
– ehm veramente sono rimasto sveglio fino alle cinque –
– ma amore mio… – mi abbracciasti forte – mi ami anche se sono tutta sudaticcia per la febbre, eh? –
– certo amore mio – risposi – ancora di più –

Scoppiamo a ridere e poi ci alzammo per andare a farci una doccia bollente.