Mano nella mano.
Camminiamo assieme per le vie della città.
Fa freddo, ma ci teniamo stretti come per non perderci.
Sta per iniziare il periodo più bello dell’anno, quello che ci fa brillare gli occhi, specie i tuoi.
Camminiamo stretti tra i vicoli alti e scuri che si perdono nel cielo grigio della sera.
Spesso ci fermiamo a guardare gli angoli dei palazzi che quasi si baciano da quanto sono vicini.
E ci immaginiamo quei palazzi come vecchi amanti che si guardano da una vita e che si avvicinano sempre di più, agognando il momento in cui finalmente potranno toccarsi e allora tutto crollerà, ma quell’attimo solo sarà valsa tutta la loro attesa.

E ci guardiamo e ci baciamo, naso freddo contro naso freddo.
E sorridiamo un sacco.
E continuiamo a camminare e parlare, sogniamo di quando avremo una casa in cima ai tetti grigi della nostra città.
Di quando ci sveglieremo la mattina presto per vedere l’alba che sorge.
O di quando ci incanteremo a guardare la neve che cade silenziosa e ricopre tutta la città.

Camminiamo, mano nella mano.
Entriamo in un bar a prenderci un caffè.
Tu hai le guance rosse e gli occhi che brillano, sei bellissima, ti dico.
Abbassi lo sguardo, mi piace la delicatezza e l’innocenza con cui lo fai.
Mi guardi poi negli occhi e mi baci.
Mi sorridi e strofini il tuo naso contro il mio, mi sfiori le labbra con le dita.

– i vostri caffè, ragazzi –
– grazie – rispondiamo, in coro.

Ci guardiamo nello specchio dietro il bancone: siamo arruffati per il vento e belli.
Innamorati.

Mi versi lo zucchero nel caffè.
Mi piace quando lo fai, come quando mi sbucci la frutta.
Lo trovo davvero un gesto d’amore raro e delicato.
Usciamo nel vento di tramontana, porta il freddo e preannuncia un inverno che sarà freddo e nevoso.
Mi tendi la mano e la prendo nella mia.
Camminiamo riscaldati dal caffè e dal tepore del locale, qualche negoziante in netto anticipo sui tempi inizia a decorare le vetrine.
Lì guardiamo con espressione severa, c’è tempo per prepararsi al Natale.

Ci fermiamo davanti a una vetrina di gioielli fatti a mano, con pietre due e metallo.
Più che guardarli osservo te per capire cosa ti piace veramente, annoto tutte le tue espressioni e apprezzamenti e mi segno i gioielli che più ti piacciono.
Quella collana, un anello e alcuni orecchini.
Mi piace farti regali.

Ti guardo e sei felice.
Ti abbraccio e ti stringo un poco, ti abbandoni a me, la testa sulla spalla destra.
Sospiri.
– sto benissimo – mi dici chiudendo gli occhi.
Ti bacio la fronte.

Continuiamo a camminare, giriamo per i vicoli della città vecchia di De André, con calma, contiamo i nostri passi e parliamo.
Entriamo e usciamo da librerie indipendenti e che vendono usato.
Le nostre promesse sul non acquistare libri, se non dopo averne letti tre, non funziona.
Ma era un’occasione.
Era praticamente nuovo.
Le nostre scuse non reggono, ma ci facciamo un sacco di risate mentre torniamo verso il centro.

Seguiamo i muri ruvidi e coperti di graffiti fino ad arrivare in piazza, la fontana coi suoi giochi di luce ci ammalia e rimaniamo a guardare sognanti.
Prendiamo un ultimo caffè.
Piano piano torniamo verso la macchina, ci sediamo.
– oddio che meraviglia – dici tu.
– davvero – ribatto io.
Ci rilassiamo un attimo, come dopo aver fatto una lunga camminata.
Che in effetti così è stato; ci piace camminare mano nella mano per la nostra città, lungo la spiaggia o su strade che non conosciamo, ma per le quali ci avventuriamo.

Come è successo mesi e mesi fa quando abbiamo deciso di essere felici e intraprendere un percorso che ci ha portati sino a qui e oltre.

Mi guardi con intensità, mi prendi il viso tra le mani calde, mi dici che ti amo, di non scordarlo mai.
Annuisco, gli occhi lucidi.
Mi baci.
Ti bacio.
Ti amo.
Mi ami.