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Ricordo quel pomeriggio di inizio inverno.
Fa freddo quando usciamo di casa, il tempo minaccia pioggia, ma a noi non ci ferma nulla, anzi.
– se piove è più bello – mi dici scrutando il cielo grigio.
Le nuvole sono basse e scure.

Guido nel traffico natalizio e arriviamo in passeggiata, scendiamo dalla macchina.
Un vento freddo ci fa rabbrividire e ci stringiamo l’uno all’altro.
Hai un buon profumo nei capelli, li bacio e te lo dico.
– grazie – rispondi guardandomi coi tuoi occhi profondi.
Mi prendi il braccio e ti stringi a me mentre scendiamo verso la spiaggia.
Non c’è nessuno e ci scegliamo un posto riparato dal vento di tramontana.

Restiamo per qualche minuto in silenzio a guardare il mare. Ha lo stesso colore del cielo.
Le nuvole sono basse e sembrano toccarsi.
Come noi.
Ci teniamo stretti per non perderci in questo vento freddo, ci stringiamo all’altro per trovare conforto e riparo.

Il nostro porto sicuro.

Osserviamo meravigliati il mutamento delle forme e dei colori del cielo e del mare.
Ti abbraccio, ti dico che ti amo e lo urlo nel vento perché arrivi lontano, fino dove il mare tocca un’altra terra.
Fino dove arriva il mio amore per te.

Tu prendi in prestito alcune delle frasi più belle di Frida Kahlo e me le dedichi.

– io ti cielo, così che le mie ali possano distendersi smisuratamente per amarti senza confini –

E mi lasci senza parole, perché so che il tuo amore è così.
Travolgente e senza confini.