E’ da poco passato mezzogiorno, ci siamo sentiti per telefono.
Sono preoccupata perché fuori sta iniziando a nevicare e tu devi metterti in macchina per venire su in montagna.
Così decido di distrarmi preparando una torta di mele con tanta cannella come piace a noi.

E’ difficile però non continuare a guardare l’orologio aspettando una tua telefonata.
Mi accorgo di avere le mani che tremano e mi cade di continuo il coltello, rischio anche di tagliarmi.

Mi fermo, respiro e bevo un bicchiere d’acqua, poi sussulto quando squilla il telefono.

– pronto amore –

La tua voce mi rincuora e mi accorgo di piangere come una scema; come se tu non avessi mai preso la macchina prima di adesso.
Prendo un respiro profondo e mi calmo.

– ciao amore –
– ci sono quasi, scusa se non ti ho chiamato prima, ma in Valle sta già nevicando e non ho preso l’autostrada, lì com’è la situazione? –

Guardo fuori dalla finestra: la neve cade copiosa e non si vede nemmeno la casa davanti alla nostra, che dista pochi metri.

– nevica tantissimo amore mio, fai attenzione –
– certo, ho le gomme da neve e vengo su piano –
– tra quanto arrivi? –
– circa un’ora –
– allora ci sarà la torta di mele appena sfornata –
– non vedo l’ora di essere da te e dalla torta – ridi e io rido con te.
– non correre, per favore –
– vado piano… – rispondi – il giusto – aggiungi poco dopo.
– ecco, piano va bene – controllo le mie mani, tremano un poco meno.
– ricordati che il telefono prende male venendo su, ti scrivo quando sto per iniziare la salita –
– grazie amore –

Poggio il telefono e finisco di sistemare le mele a raggiera sull’impasto nella tortiera.
C’è un buon profumo di cannella, poi la metto in forno e mi perdo a guardare i fiocchi di neve che scendono pesanti.
Si è fatto buio e accendo le luci esterne, ora c’è un’atmosfera magica.
Le luminarie natalizie colorano la neve di blu, verde, rosso e oro
Guardo la neve come una bimba di cinque anni.

Poi decido di accendere il camino, si sta bene a casa, ma desidero un’atmosfera più calda.
Preparo l’occorrente per accendere il fuoco e poi lo guardo spandersi sotto i legnetti sottili, poi metto un ciocco di abete: ha la resina che cola fuori e scoppietta e diffonde un buon profumo di foresta.
Accendo allora anche qualche candela e spengo le luci in casa.

C’è una luce calda che spero si veda dalle finestre mentre arrivi in macchina.
Non sono solo io a desiderare il tuo ritorno.
Ricordo quando mi dicevi che casa era dov’ero io.
Ovunque fossimo.

Casa è dove siamo noi.

Controllo la torta, infilo uno stuzzicadenti e mi accerto che sia asciutto.
È pronta, la tiro fuori e la metto sul tavolo, preparo anche il necessario per la cioccolata calda.

Il cellulare si illumina: sto arrivando.

Mi accorgo di avere le farfalle nello stomaco, mi sento in fibrillazione.
Non vedo l’ora di vederti entrare con le guance rosse, la barba e i capelli coperti di neve e la giacca chiusa fin sotto il mento.

Aggiungo un paio di pezzi di legno e il crepitio delle fiamme riempie la casa.
Mi metto alla finestra ad aspettare e quando vedo le luci della macchina illuminare il vialetto il cuore fa un balzo nel petto.
Cerco di darmi un contegno e faccio finta di sistemare qualcosa.
Sento le chiavi girare nella toppa e quando la porta si apre rimango senza parole: sei bellissimo.

– amore mio – dici allargando le braccia.
Mi tuffo su di te abbracciandoti, mi stringi a te bagnandomi la fronte con la neve sulla tua barba.
– amore mio – dico io stringendo gli occhi forte per non far scappare qualche lacrima.

Mi baci e ti riempio di baci il viso.
Mi guardi e mi sorridi.
– ti piace il profumo che c’è? –
– sembra di stare in una foresta innevata amore mio –
Sorrido ancora e mi baci.
Mi togli il fiato coi tuoi baci.
E io ti faccio perdere la testa con il mio profumo.

– prima la torta – dico mostrandoti il tavolo.
– va bene amore mio –

È un piacere vederti mangiare.
Preparo la cioccolata calda e poi ci sediamo sul divano, davanti al caminetto, a ridere e parlare della giornata trascorsa lontani.

Mi accoccolo sul tuo petto, e mi addormento al ritmo del tuo cuore e dei tuoi baci.