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“Presto vieni di sera, o mio amico.
Io scendo alla fonte,
mentre le tue amiche vanno sulla strada.

Presto vieni di sera,
sono io il tuo usignolo.
Le fanciulle mi hanno lasciata sola
appena tu mi hai chiamata.

Vieni:
ti darò la mia bocca raggiante,
le mie trecce scapigliate.
Ecco viene la sera,
affrettati amico.

Ho disciolto, ho sparso le trecce.
Guardami.
Prendimi il polso,
non temere rimprovero:
ché il padre esce ora di casa.
Presso di me siediti su questo rosso letto
tranquillamente.

Presso di me siediti su questo rosso letto.
Con tutta l’anima mia
ti offro le mie labbra scarlatte.
La tua mano
mi rompe il seno in ogni giuntura,
la mia bellezza è il giardino,
tu sei il tuta lanciato nel cespuglio”


Tempo fa mi capitò tra le mani un libro di poesie.
Sfogliandolo ne trovai alcune decisamente suggestive ed evocative.
Ho deciso di riportarne alcune, giorno per giorno.
Mi piace la poesia e ultimamente, grazie a te, ho riscoperto questo amore.
Mi piace il fatto che io possa leggerti queste poesie a voce alta.
È sempre stato un nostro vezzo, in tutti questi anni leggerci le cose a vicenda.

Come gesto d’amore.

Come quando all’inizio, prima di addormentarci, ti leggevo gli incipit dei romanzi di Camilleri.
Oppure gli articoli di giornale la domenica mattina quando, non lavorando, potevamo starcene più tranquilli a casa, per poi uscire dopo aver fatto l’amore con addosso ognuno il profumo dell’altro.

Giravamo per la città, alle volte semivuota, alla ricerca di un bar dove fare colazione e poi passeggiavamo sotto i portici del centro, tra le bancarelle di libri usati e quelle di gastronomia.
Con i profumi dei libri usati che si mischiavano a quelli di spezie, formaggi e frutta fresca.

E i tuoi occhi erano sempre alla ricerca di qualcosa di stuzzicante.
Che fosse un libro o un frutto o un formaggio particolare.
Girare con te era, ed è ancora, molto stimolante.

Così voglio proporre una poesia ogni tanto, e dedicarla a te.
Alla mia musa ispiratrice.

– a cosa pensi? – mi chiedi prima di addormentarmi.
– alla notte che arriva –
– e… –
– che passi veloce se dovessi addormentarmi subito –
– o? –
– che sia lenta se rimanessi sveglio accanto a te –
– e mi sveglieresti? –
– sì, nel cuore della notte quando la luna alta nel cielo illumina il nostro letto e ti chiederei di fare l’amore –
– che ardore – rispondi – e devo aspettare per forza il cuore della notte? –
Sorrido.
– no, forse non occorre aspettare così tanto –

Ti bacio e ti tiro a me.
Facciamo l’amore al buio della stanza aspettando la luna che venga a guardarci.
Buonanotte amore mio.