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San Patrizio.
Me ne ricorda uno di qualche anni fa, quando ancora non ci capivo niente e tu invece avevi già capito tutto quanto.

Eravamo con amici comuni a una festa all’aperto, si stava bene, anche se c’era tantissima gente. Ci salutammo con un bacino e la cosa mi procurò un rossore alle guance, mi sentii scaldare il viso, avvampai proprio.

Ero decisamente in imbarazzo.
Non sapevo dove guardare quando incrociavo i tuoi occhi, ma il problema era che tu eri bellissima.
Truccata e vestita in maniera impeccabile. Indossavi una giacca vintage, bellissima che metteva in risalto le tue forme.
Ti osservavo da lontano e quando ti avvicinavi il più delle volte rischiavo di farmi cadere il bicchiere dalle mani o di farmi andare la birra di traverso.
Però era un piacere vederti camminare verso di me, così bella e così sicura.
Per scoprire poi che anche tu tremavi dentro e avevi paura di sbagliare e inciampare e cadermi davanti.

Parlammo di musica, di birra e di teatro e libri.
Certo con un po’ di difficoltà, spesso mi mangiavo le parole e dovevo ripetere anche i concetti più semplici.
Tu in compenso fumavi un sacco ed entrambi bevevamo, fosse stata una sera di qualche mese dopo sarebbe stata perfetta per tornare a casa e spogliarsi in ingresso e fare l’amore sul tappeto della sala.

Quando ti avvicinavi il tuo profumo riempiva lo spazio tra di noi, lo facevi spesso perchè la musica era alta e non riuscivano a sentirci bene.
E i tuoi capelli?
Madonna.
Mi facevano il solletico al viso, e potevo sentire il tuo profumo che era davvero inebriante. Non lo conoscevo ancora, ma avrei imparato ad amarlo molto presto.
Ci sfiorammo le guance più volte e credo che a un certo punto iniziammo a farlo di proposito entrambi.
E da così vicino eri ancora più bella.
Ho un chiaro ricordo dei tuoi occhi luminosi e accesi di curiosità e il tuo rossetto, madonna il tuo rossetto che cos’era, rendeva le tue labbra ipnotiche; n
e ero profondamente attratto e non nego che più volte ho immaginato di avvicinarmi per baciarti, ma non ero abbastanza coraggioso.
E pensare poi quanto ti ho fatto penare per il primo bacio.

Però che serata.
Ogni tanto ci perdevamo e ti cercavo nel caos della gente, spingendo e facendomi largo seguivo il tuo profumo e i tuoi capelli.
Tu ti giravi e mi sorridevi mentre fumavi, giravi la testa e i capelli ondeggiavano e io seguivo l’onda lungo la tua schiena fino alle tue gambe avvolte nei collant neri.

E non ho mai amato così tanto una sigaretta. Quella che ti toccava le labbra e su cui lasciavi i segni del tuo rossetto.

Fossi stato più intraprendente, più ardito.

Ma è andata come è andata.
Quella sera mi rimane ancora nel cuore, e festeggio due volte a San Patrizio: con te e con una Guinness ghiacciata.

Ma le tue labbra e il tuo sapore sono decisamente migliori.

Buon San Patrizio amore mio.