Ogni tanto, specie alla sera, prendo un ricordo di noi.

Una mattina, ricordo che faceva veramente molto freddo, sono passato a prenderti a casa.
All’epoca vivevamo ancora in case differenti; tu in un piccolo appartamento nei vicoli, all’ultimo piano di un bel palazzo antico dal cui balcone si vedeva un pezzo di mare.

Mi piaceva quando, dopo aver fatto l’amore o al mattino appena svegli, stavamo fermi, vicini, a guardare quel pezzo di mare come due naufraghi su una zattera guardano la terra lontana.

E stavamo lì, con un caffè bollente, in silenzio. Tu con gli occhi pieni di meraviglia ti tenevi stretta a me.

Quella mattina suonai al citofono.
– scendo subito –
Eri bellissima, indossavi un bel cappotto a quadri, la tua sciarpa nera preferita.
– eccomi, che freddo –

Ci baciamo, le labbra e i nasi sono freddi, ma siamo felici di essere assieme.
– dove mi porti? –
– andiamo a fare colazione in riva al mare, che ne dici? –
– dico che è perfetto amore mio, c’è anche il tempo che piace a noi – rispondi alzando gli occhi al cielo.
– già –
Le nuvole grigio scuro si muovono sullo sfondo di un cielo bianco e grigio.
Saliamo in auto e in poco tempo siamo nella nostra spiaggia, quella che ha visto nascere il nostro amore, assieme alla pioggia.

Arriviamo in spiaggia, non c’è nessuno e tu rimani incantata a guardare le onde che si infrangono sugli scogli e sui sassi neri.

– il mare oggi è bellissimo – dici abbracciandomi forte – ha il colore del cielo è mutevole –
– è bellissimo –
Ci andiamo a prendere il caffè, al bancone c’è un bel caldo tanto che ci si appannano gli occhiali.
Ti mi guardi e sorridi, mi togli gli occhiali e mi baci.

Mi piace lo slancio che ci metti.

Usciamo riscaldati e piano piano andiamo verso la spiaggia, tu accendi una sigaretta e io ti scatto una foto, è ancora appesa nella nostra camera da letto.
– andiamo? –
– certo amore mio –

Ti porgo il braccio e andiamo verso il mare, la spuma che si infrange solleva una polvere d’acqua e sale.
Il mare ci si appoggia sulle labbra e respiriamo a pieni polmoni.
Ti guardo e tu sei felice, raggiante, ti togli gli occhiali e chiudi gli occhi allargando le braccia.

Sorridi.

– lo so che mi stai guardando amore –
– sei bellissima –
– adulatore –

Ti abbraccio da dietro, le nostre mani si stringono sul tuo seno, i tuoi capelli mi fanno il solletico e ti bacio il collo, profumi di agrumi e mare.
Ti giro e ti bacio, sei salata, è come baciare il mare.
Mi baci tenendomi il viso tra le mani calde e morbide.
Restiamo a guardare le onde che si infrangono contro gli scogli, gli schizzi creano disegni astratti contro il cielo.

– grazie – sussurri tu.
– grazie a te di essere qui con me –

Il mare d’inverno ha una forza e una bellezza che incantano, più volte siamo corsi qui per ritrovare la calma, molte volte mi hai chiesto, anche nel cuore della notte di portarti qui.

Il mare è stato il nostro primo testimone, l’acqua, la sua memoria ci ha accompagnato fino a qua, fino a oggi. Restando a guardarci come quella volta che, fermi a un passaggio a livello isolato, sotto un acquazzone incredibile, abbiamo fatto l’amore in macchina.

Come due adolescenti.
Come due ragazzini con le mani che tremano ci slacciammo a vicenda i vestiti, ridevamo, ansimando ci baciavamo e fare l’amore sotto il rumore della pioggia e con le luci rosse del segnale fu bellissimo, fu un’altra prima volta.

In effetti nella nostra relazione ci sono state moltissime prime volte, ancora adesso ci capita.

Sollevo lo sguardo e ti osservo seduta al tuo tavolo da lavoro, sei impegnata a sistemare le tue ultime foto.
Tiri su lo sguardo.
– che c’è amore? – mi chiedi.
– ti amo –
Sorridi togliendoti gli occhiali, appoggi il viso alle mani.
– anch’io – rispondi.

– andiamo a dormire? – propongo.
– vuoi dormire subito? – ribatti tu prendendomi per la mano.
– direi che non ho tutto questo sonno –
– molto bene –

La luce in camera è accesa, soffusa e calda. Come te.
Magica.