Sono passati diversi anni ormai, ma ancora ricordo la prima volta che hai cucinato per me.
Era una mattina, eravamo andati in centro a fare un giro senza meta, qualche libreria, le bancarelle dei libri usati, un paio di caffè.

– che ne dici se ci prendiamo un aperitivo e poi mangiamo fuori? – proposi.
– ho un’idea migliore – ribattesti tu prontamente.
– sono tutto orecchie –
– cucino io – e mi prendesti per mano.
Ci infilammo nel mercato rionale, ti seguivo interessato mentre ti muovevi tra i banchi cercando gli ingredienti per il pranzo.
Cipolle rosse di Tropea, pomodorini gialli, una testa d’aglio rosa, del basilico fresco.
– all’aperitivo pensi tu? –
– ok –
Carote, finocchi, olive greche e pomodorini secchi siciliani, un bel pezzo di grana stagionato e un paio di bottiglie da 75 di birra artigianale belga.
– le patatine le ho a casa, assieme alle noccioline –
– molto bene –

Arrivammo a casa e mettemmo subito le birre nel freezer.
Mentre sistemavi la spesa ti oservavo, mi piaceva il tuo modo di muoverti in cucina, eri perfettamente a tuo agio.
– pensi di darmi una mano o continui a osservarmi e basta? –
– comandi – risposi sorridendo.
– ecco, bravo –

Mi occupai di pulire e tagliare le verdure per l’aperitivo, poi il grana a pezzi assieme a una ciotola di aceto balsamico.
C’era anche del salame da affettare e così iniziammo a spiluccare aspettando che si raffreddasse la birra.

– ottima idea quella del grana, decisamente –
– grazie, ne sono molto felice –
Stappai la birra mentre tu cominciavi a preparare gli ingredienti sul tagliere.
Era da un po’ che ci frequentavamo, ma non ti avevo mai visto cucinare.

Fu un’esperienza decisamente interessante ed elettrizzante.
Vederti tagliare la cipolla e pelare l’aglio mi fecero girare la testa.
L’olio iniziava a scaldarsi e anche la cucina, tu eri in canottiera e le tue spalle nude erano un invito ai baci.

Poi il suono della cipolla a contatto con l’olio fu una botta direttamente al cervello, tu ti muovevi al rallentatore, con il palmo della mano destra schiacciasti lo spicchio d’aglio e fu una lampadina che si accese.

– madonna –
– ti piace? – domandasti porgendomi la mano.
– assolutamente –
Mi immersi nel profumo d’aglio e poi iniziai a baciarti il polso.
– prima si prepara da mangiare… poi pensiamo a un altro tipo di piacere –
– d’accordo amore –
L’aglio raggiunse la cipolla e i sapori si mischiarono, i pomodorini gialli vennero lavati e poi tagliati di netto, non senza averli assaggiati.
E in quel momento capimmo che cucinare certi ingredienti assieme e tra di loro sarebbe stato molto difficoltoso.

Il succo dolce rendeva le tue labbra e la tua lingua ancora più eccitanti.
Vederlo colare sul tuo mento e poi scivolare tra i tuoi seni fu una delle cose più eccitanti della mia vita.
Fu molto difficile, per entrambi, non strapparci gli abiti di dosso per fare l’amore così, in piedi, aggrappati al bancone della cucina.

Mentre seguivi la cottura presi dal mobile un pacco di spaghetti quadrati, una meraviglia solo a guardarli.
Ne pesai 200 grammi e ti portai un bicchiere di birra bello ghiacciato.
– oh, molte grazie signore – dicesti con un leggero inchino.
– a cosa brindiamo mia signora? –
– a noi, al cibo e all’amore –
– perfetto –

Dalla padella si sprigionava un profumo dolcissimo, tu assagiavi con il tuo cucchiaio preferito e aggiustavi di sale.
Ti muovevi sicura ed eri meravigliosamente sexy.

Calammo la pasta e ci baciammo con ancora il sapore di pomodorini e birra.

Volevo fare l’amore con te, subito e anche tu lo desideravi, ma ci comportammo bene e riuscimmo a non bruciare nulla e a non fare scuocere la pasta.

Finimmo entrambe le bottiglie di birra e i vestiti caddero a terra molto velocemente dopo il pranzo.

Facemmo l’amore sul tavolo della sala, ci sporcammo di sugo di pomodorini gialli.

Fu decisamente una prima volta indimenticabile.