Benvenuti nei miei pensieri.

un blog in potenza, dategli fiducia. ha tanto da dire!

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Ore 01:37.

Mi ero ripromesso (per l’ennesima volta) che questa sera sarei andato a dormire presto.

Mi bruciano gli occhi, sono stanco, eppure eccomi qui.

Tempo fa scoprii per caso il Blog di un caro amico – che trovate QUI – e mi piacque così tanto che decisi di aprirne uno anch’io; un anno dopo ce l’ho fatta – ho i miei tempi – .

L’idea nasce più come sfogo personale che altro, un piccolo luogo in cui condividere – con chi vorrà leggere – quelle che sono le mie idee, o semplici malesseri gioie del momento; niente di originale insomma.

Molte persone mi dicono che a 25 anni – età attuale del sottoscritto, tanto per chiarire – la spensieratezza è fondamentale.

Sarò strano io ad avere mille ‘paturnie‘ per la testa, o forse sono gli altri a saperle gestire meglio e a non darlo…

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le paure della notte. 

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sono a letto, ho sonno e ho voglia di dormire. ma Penny mi annusa e mi fa il solletico… e poi ha il vizio di appiccicarsi quando fa caldo.
ma si può?

a parte questo ci sono notti in cui arrivano quelle paure che di giorno non provi.
perché di giorno siamo circondati dalla gente, dagli amici, nel mio caso da un sacco di clienti… che non è la gente comune, no, sono una categoria a se stante.

e poi non c’entra nulla, ma stanno facendo dei lavori da qualche parte fuori con il martello pneumatico, molto probabilmente in autostrada, così evitano sì il traffico, ma spaccano altamente il belino.

comunque in notti come queste le paure si avvicinano e ti accorgi che stare soli non è così fico e avvincente.
che io non l’ho mai detto.
certo non mi trovo male con me stesso, ma ci sono momenti in cui vorresti scrivere a qualcuno che non c’è, che ancora non c’è ti dice qualcuno, che prima o poi arriverà.
perché tutti dobbiamo avere la possibilità di essere felici, tutti ci meritiamo la persona giusta al momento giusto.
é che, in notti come questa, le cose non sembrano così perfette e giuste.
ma viene fuori tutto quel malumore e quel pessimismo cosmico che Leopardi levate proprio… a parte gli scherzi secondo D’Avenia il buon Giacomo non era così pessimista.
In notti come queste senti la pesantezza della vita che ti sei costruito e arrivi a un certo punto che non la reggi più e vorresti fuggire lontano.
in un bel posto, in buona compagnia.

e allora inganni il tempo cercando una casa a Lisbona per fine settembre, pensi già alle ferie di prossimo anno, a quanto ti piacerebbe andare in Islanda a vedere i vulcani, i geyser e l’aurora boreale.
che la compagnia che cerchi non è quella degli amici, dei buoni e amici che hai.
hai bisogno di qualcuno che ti sia a sentire per tutta la notte, che faccia l’alba con te accogliendo le tue paure e aiutandoti ad allontanarle.
che non ti giudichi e che ti sappia guardare dentro come poche persone hanno fatto nella tua vita.

forse sono davvero poche le persone che hanno saputo guardarmi davvero dentro, quelle a cui ho permesso di farlo.
ed è a quelle persone che va il mio pensiero mentre sto per addormentarmi con le mie paure affianco.
e spero che il pensiero stasera non arrivi a loro che non voglio disturbarle.

mi mancano le chiacchierate, i messaggi fino a tardi, le telefonate senza preavviso.
ah, alla abitudini ci affezioniamo subito, con trasporto. poi le cose cambiano e ci dobbiamo adattare, ma qualcosa manca, qualcosa ci fa stare un poco male e mi fa sentire più solo.

e adesso direi che basta così, che è un post fin troppo pessimista e sarà il caso di spegnere le luci e dormire…

come vorrei fare come Penny, niente pensieri e il cuore leggero.

buonanotte a tutti.

birra, testa che gira e link qua e là.

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sarà la stanchezza, sarà il sonno che avanza, sarà che la birra fresca alla sera fa davvero piacere, sarà che non so cosa fare e sto facendo zapping su youtube ascoltando il canale di Barbaroffa che tra l’altro vi consiglio di seguire e già che ci sono guardatevi anche Breaking Italy.

a parte questo ho la testa che gira e la stanchezza che avanza, pessimo binomio, un po’ come lo spritz e la birra di qualche sera fa.

fatto sta che al momento non ho nessuno a cui scrivere, peccato. che vi racconto quindi stasera?

allora, una mia carissima cugina mi ha consigliato un sito di alcuni suoi amici per catalogare fumetti e anche effettuare compravendite. questo è il link, sappiate che il sito è in fase beta quindi potrebbero esserci cose che non vanno alla perfezione, ma sembra davvero interessante.

ecco il link: becomix. fatene buon uso.
un altro consiglio, e poi stasera la smetto, è per chi è appassionato di libri e ha voglia di portarsi dietro un catalogo della propria libreria su smartphone.
si chiama Pocket Library e non è un social network, quindi niente interazione ma una sostituzione al file excel o al quaderno con le righe o i quadretti! 🙂

credo ci sia solo in versione Android, mi spiace per gli utenti della mela morsicata, ma non avendo alcun dispositivo di Cupertino non so consigliarvi.

E’ un’applicazione interessante perchè permette di usare la fotocamera come lettore di codice ISBN l’unica accortezza è che se caricate un libro della promozione Feltrinelli 2×1 non vi carica l’immagine, dovete quindi andare a recuperare su IBS o Amazon il codice regolare.

detto questo mi guarderò una puntata di qualcosa su Netflix e a tal proposito sto scrivendo una “recensione” personale di 13 Reasons Why. E siccome non sono un critico, nè tantomeno un esperto di cinema, sarà scritta per quello che mi ha dato e mi ha fatto pensare. a presto dunque per il post.

ora vi lascio alla vostra serata. buonanotte a tutti.

una pietra. 

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un regalo prezioso, una piccola pietra.
che poi ieri mi hai detto che prezioso non è.
ma non potrebbe non esserlo… te l’ho spiegato oggi: se non fosse stato prezioso non me ne avresti fatto dono.

ci sono persone che sono entrate nella nostra vita, chi in punta di piedi è di invece di corsa.
ci sono entrate per cambiare la nostra vita (naturalmente in meglio) é lì adesso rimangono come un tesoro da custodire con cura.

è un periodo particolare della mia vita, un periodo in cui non ho voglia più di correre, ma vorrei tanto fare passeggiate sulla spiaggia, ascoltare buona musica, tornare a fare fotografie e sorridere.
alcune di queste cose riesco a farle, ma mi manca ancora la spensieratezza di un tempo.
è un periodo in cui sento che le amicizie, specie alcune, vanno coltivate con tantissima cura.
ho giornate buone e altre meno buone.
quelle buone iniziano magari con un messaggio, con una telefonata o un messaggio vocale.
un incrocio di sguardi, che alle volte è difficile da sostenere, perché va oltre gli occhi e ti guarda dentro.
e ti chiedi alle volte cosa ci sia di bello da guardare dentro.
che io davvero non lo so, o forse faccio solo il modesto e voglio sentirmi dire che sono una bella persona dentro e fuori.
se devo essere sincero credo di essere più bello dentro che fuori… ho dei begli organi interni…

ora sono a letto, al caldo, con la gatta che vorrebbe appiccicarsi a me, perché d’estate è bello stare vicinivicini… ma anche no!

mi si chiudono gli occhi, l’applicazione ha dato i numeri e mi ha cancellato tutto quello che avevo scritto e ho dovuto ricominciare da capo e mi gira quando succede…

comunque il succo del post era per dire grazie a quell’amica preziosa che mi ha fatto questo bellissimo dono.

spero di poter contraccambiare con un dono altrettanto prezioso.

notte a tutti.

spritz, birra e sonno. 

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credo sia un pessimo abbinamento, dovrei installare sul cellulare un etilometro per controllare il tasso alcolemico.
se troppo alto non deve farmi accedere ai social network.
me ne sto qua a letto cercando di non dormire perché vorrei scrivere un messaggio, il problema è che vorrei scrivere quel messaggio a diverse persone… tutta colpa di un mio carissimo amico.
parlando con lui mi sono venute in mente un po’ di ragazze con cui avrei voluto avere una storia… ma siccome non si può tornare indietro né cambiare le loro condizioni, me ne sto qua a fissare il soffitto della mia camera di adolescente.

magari vi allego una foto.

quindi sono qua che penso a loro e non dormo, ma sono in ferie e domani me ne andrò al mare.
che già oggi, che poi era ieri vista l’ora, sono andato e vorrei cercare di abbronzarmi un poco per non sembrare uno che lavora in miniera…

fatto sta che l’etilometro sul cellulare non ce l’ho e quindi i messaggio potrei inviarli lo stesso…

al prossimo post per il seguito.

P.S.: sono un po’ ripetitivo in sto periodo, ma le abitudini mancano.

pensieri poco chiari.

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è quasi mezzanotte del 14 luglio. domani è sabato e poi c’è domenica e poi il lunedì inizio le ferie.

ho un sacco di cose da fare, da vedere, da sentire e voglio andare al mare.
lasciarmi andare su una spiaggia e non pensare.

ecco, il lontananza, si sentono i rintocchi della campana che scocca la mezzanotte; è ora di andare a dormire, ma fa troppo caldo anche se gli occhi si stanno chiudendo da soli…

adesso è già domani. anzi domani è ieri. credo.

fatto sta che volevo scrivere qualcosa di intelligente, ma non mi viene in mente nulla di furbo e quindi andrò a dormire.

 

“E poi capita che un suono sbatta addosso
come un vento di cristallo,
che si aggrappa a una follia,
prigioniero dello stallo come un mare.
E come l’albero d’autunno lascia foglie sull’asfalto
ad ammucchiarsi contro i muri.
Chi si arrende, senza sonno, senza scorie,
senza volti, quella sfilza di respiri.”
un’ultima cosa, prima di chiudere il pc. sono un poco stanco e quando succede non viene fuori niente di buono in quello che provo a scrivere.
e quindi verrebbe voglia di cancellare tutto quanto e lasciare la pagina vuota, così che qualcuno abbia voglia di scrivere qualcosa.
mi sto sciogliendo, abbasso il volume del pc altrimenti mi vengono a bussare alla porta, vi lascio la canzone di cui sopra.
e voi cosa fate quando non viene fuori niente di buono? cancellate tutto o lasciate che le cose scritte rimangano?
notte.

e bevite una birra.

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è sera, ho finito di cenare e sto bevendo una birra, da solo a casa.
è cominciato luglio da qualche giorno, che fatica i giorni in questo ultimo mese; l’ho già scritto nel post precedente, ma è stato davvero duro emozionalmente parlando e ha lasciato uno strascico ancora pesante.

ma ok. sono vivo.

una bimba piange, forse fa i capricci… ah la meraviglia delle sere d’estate con le finestre aperte: zanzare, cani che abbaiano, allarmi che suonano a ore assurde, i camion della spazzatura che portano il loro prezioso tesoro nel compattatore e i bimbi che piangono.

che volevo dire? non lo so. era un po’ che non scrivevo e mi è venuta voglia di farlo stasera.

ah e oggi ho scoperto essere la giornata mondiale del bacio. fuck.

passiamo ad altro. vi ricordate il libro scritto? ecco l’ho pure stampato, a breve la destinataria (ignara) lo riceverà… a un prossimo post per scoprire come sarà stata la reazione…

passiamo ancora a un’altra cosa. mio padre è stato operato, gli hanno sostituito la valvola aortica. un’operazione di routine, niente di urgente a breve termine. gli hanno messo un a valvola biologica, di maiale credo, ora sta bene e lunedì inizierà la fisioterapia.
ok. andata.

tra circa 10 giorni sarò in ferie, non farò niente di che se non andare a la mare a svaccarmi e fare foto in giro magari.

ho bisogno di staccare dal lavoro. comincia a diventare pesante e i clienti che dovrebbero rendermi la vita più divertente con i loro strafalcioni, la rendono solo più penosa e fastidiosa.

mugugno mode/on: giusto per lamentarmi anche con chi mi legge nelle ultime 8 settimane ho fatto 8 giorni di festa (giorno libero n.d.r.) e 11 mattine e il resto, 38 giorni, ho fatto pomeriggio e/o chiusure. mi sono scassato il belino. mugugno mode/off.

e ora per tirarsi su e far scendere le lacrime guardatevi questo.

 

mi ringrazierete, lo so. oppure sarete troppo prese/i a piangere e non potrete insultarmi perchè non riuscirete a mettere a fuoco la tastiera come succede a me ogni tanto.

comunque altro da dire? vorrei dedicare un pensiero a D. lo so che non mi leggi più, e lo capisco anche. nemmeno io mi leggerei se non vivessi con me 24 ore su 24 da oltre 44 anni.

mi manca la tua voce, il tuo accento. non mi basta sentire un messaggio vocale ogni tanto, quindi prima (presto) ti chiamerò e tu mi insulterai a modo tuo. ma mi piace anche quello di te. e so che il tempo passa e le cose cambiano, ma le abitudine prese sono sempre difficili da mettere da parte.
mi mancano i messaggi, le telefonate, sapere che da qualche parte, lontano, c’è una persona che ogni tanto pensa a me.

ma lo so che, ogni tanto, mi pensi. anch’io lo faccio con te.

tornando alle cose serie… non ne ho. sto continuando a bere la mia birra fredda e tra poco mi scasso il gelato multigusto che ho preso alla Lidl oggi pomeriggio. ho fatto il bravo e quindi me lo merito.

detto questo vi auguro buona serata e guardate un bel film. di quelli che fanno stare bene. date un bacio alla persona che amate e stringetela forte. ve ne sarà grata e anche voi starete meglio.

buona serata a tutti.

 

di abitudini e silenzi.

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ho difficoltà a scrivere questo post. dopo un mese di silenzio, anzi ormai sono quasi due, ho pensato fosse il caso di tornare su queste pagine.

cosa ho fatto in questo periodo?
mi sono arrabbiato, mi sono divertito, sono stato abbracciato e ho abbracciato, ho pianto, ho confortato meglio che potevo e ho imparato a conoscere sul serio una persona vicina a me.

insomma credo di aver vissuto a pieno questi giorni.
nel frattempo facevo le ore piccole scrivendo un racconto breve che si è trasformato in un “romanzo”. tra virgolette perchè non sono uno scrittore, ma mai mi ero trovato a scrivere di notte così bene e così velocemente che dopo un mese le pagine sono aumentate e sono tante.

ora quel racconto breve l’ho messo su carta per donarlo a una ragazzina, quella che mi ha ispirato tutte quelle pagine notturne.
non credo vedrà mai la luce in termini editoriali, ma un po’ ci tenevo a crogiolarmi davanti a voi del fatto di essere riuscito a scrivere così tanto… ma passiamo ad altro.

sono successe cose brutte e altre meno brutte.
dicono sia la vita, bè ogni tanto la vita mi pare sia un po’ uno schifo.
no, sul serio, è davvero uno schifo.

ma poi ci sono i momenti belli, le recite dell’ultimo anno della scuola materna, i denti che cadono, i messaggi a notte fonda e le chiamate dopo mezzanotte.
ecco, se ci sono quelle cose, si sta bene.

e qui si arriva al punto, al titolo.
di abitudini e di silenzi.

ne scrivevamo ieri sera: delle abitudine, di quelle belle, che ti fanno stare  bene. che non sono cattive, ma che comunque sono abitudini. che poi scritto così sembrano cose brutte le abitudini, uno posto dove uno ci si adagia, ci si lascia andare a non fare nulla.
ma le abitudini possono essere anche posti splendidi dove invece ci si trova tra amici veri, sinceri e unici.

ma quel posto è solo un luogo immaginario: sta racchiuso in uno schermo di un telefono, nelle righe scritte sul pc e poi stampate, sta nell’immaginazione che alle volte corre tra cielo e mare.
sta nelle orme lasciate sulla spiaggia alla sera, dopo che tutti sono andati a dormire, sta nei “ciao” e negli “a presto“.
sta nei pensieri che viaggiano nell’etere, sta nei sorrisi dei bambini, dei loro abbracci spontanei, sta nelle foto sfocate e in quelle venute a fuoco.
sta nel rumore della tastiera o nella puntina che si appoggia sul vinile, mentre ascolto i R.E.M. nella notte che scorre.
sta nel guardare il cellulare e vedere che sono già le 2 del mattino e di dormire no, non ne hai proprio voglia e vorresti tornare al pc e scrivere, ma il giorno dopo devi alzarti presto per andare al lavoro.

quel posto sta nel cuore di chi sa cercarlo, alle volte non è facile, ci sono un sacco di cose che lo nascondono.

in questi giorni le persone si sono rivelate. ecco la parola del mese di giugno è questa: riverlarsi.

si scoprono persone con un cuore grande anche se sono piccoline fuori, con quello sguardo sul mondo che ti fa dire tra te e te: quando ho perso quel meravigliarmi delle cose del mondo?

che poi, sai, non l’ho perso mai. si era solo smarrito, nascosto in quelle pieghe dell’anima che preferiscono starsene al sicuro, lontano dalle brutture del mondo.
ma il mondo è anche quello e allora ben venga che ci si possa meravigliare delle piccole cose che lo rendono migliore.

il bacino di una bimba, gli occhi trasparenti di una ragazzina, i sorrisi delle amiche e le pacche sulla schiena dei veri amici.
quelle serate a bere una birra e cazzeggiare.
e ancora un sacco di cose che voglio riscoprire. ci ho messo sei mesi a venir fuori da un periodo di merda, si può solo che risalire, un passo alla volta; aprirsi al mondo e far vedere quello che c’è dentro di me.

le abitudine sono belle, fanculo a chi dice che non lo sono. se ci sarà da stringere i denti perchè domani saranno meno di oggi va bene.

ce la posso, ce la possiamo fare.
ci si mancherà a vicenda, ma io ci sono; farò fatica, lo ammetto, lo so, già oggi è stato così. ma la vita è anche questa, no? fa un po’ di casino, cambia le carte in tavola e alle volte cambia pure tavola in corsa. ma noi siamo più bravi e più forti.

per certe persone non me ne vado mai via, anche per te che sei così lontana. io non ti dimentico. ti porto nel cuore giorno dopo giorno, è il posto migliore che posso darti per farti vedere che ci sta dentro di me.
ed è gratis. non so se mi leggi ancora, io spero di si.

per gli altri che mi leggono e mi conoscono anche dal vero sappiano che li penso sempre, tutti i giorni, prima e dopo i pasti e appena prima di chiudere gli occhi prima di lasciarmi andare al sonno.

insomma, ci sono. sto sempre qua.

vi lascio con un video di una canzone riscoperta da poco.
buonanotte.

“Avevano parlano a lungo
di passione e spiritualità
e avevano toccato il fondo
della loro provvisorietà”

Lui disse:
“Non adesso
ne abbiamo già discusso troppo spesso
aiutami piuttosto a far presto
il mio volo partirà tra poco più di due ore”

“Due buoni compagni di viaggio
non dovrebbero lasciarsi mai
potranno scegliere imbarchi diversi
saranno sempre due marinai”